I fattori a cui porre attenzione nella diagnosi

I fattori a cui porre attenzione nella diagnosi

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  • 14/09/2021
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Oltre alla barriera linguistica e al contesto culturale di provenienza, è importante tenere conto anche di altri fattori. 

La percezione che il paziente, ma spesso anche i suoi familiari, ha dell’invecchiamento e quella che potrebbe avere dei sintomi di decadimento cognitivo che vive.
In pratica: per il clinico è importante assicurarsi che le persone capiscano che la demenza è una condizione clinica e che in Italia il sistema socio-sanitario offre sostegno e cure alle persone con demenza e alle loro famiglie. 

Il modo in cui il paziente percepisce il momento della visita e la valutazione dei suoi sintomi.
In pratica: cercare di non giudicare le persone per il modo in cui pensano alla vecchiaia o alla demenza, e assicurarsi che nonostante la specifica percezione abbiano accesso alle cure e al supporto di cui potrebbero avere bisogno e di cui potrebbero beneficiare.

Le capacità della persona e dei suoi familiari di accedere ai servizi, tenendo presente che spesso nell’accedere ai percorsi di cura pazienti e famigliari si trovano a districarsi tra percorsi assistenziali poco chiari e procedure che sarebbero e sono complesse per chiunque.
In pratica: è importante fornire alle persone, in particolare se migranti e/o appartenenti a minoranze etniche, informazioni culturalmente adeguate e comprensibili riguardo alla demenza, ai servizi e al sostegno disponibili.

Per saperne di più

Per i pazienti – Cosa fare


Le aspettative del paziente e dei familiari in termini di cura che possono anche essere funzione della gravità della malattia.
In pratica: identificare chiaramente i bisogni di quella persona che presenta sintomi di decadimento cognitivo. La valutazione delle funzioni cognitive e la visita possono servire:

  • a caratterizzare la demenza in fase iniziale.
  • A identificare il più corretto percorso riabilitativo (ad esempio dopo un ictus).
  • Per la richiesta di invalidità o agevolazioni lavorative, quindi avere anche uno scopo medico/legale o previdenziale

Alcuni esempi di domande che il clinico può porre a se stesso e al paziente per capire la finalità della visita:

  • chi l’ha indirizzata presso questo ambulatorio?
  • Che aspettative ha il caregiver da questa visita?
  • Come comunicare la diagnosi? 
  • Qual è il livello di conoscenza della patologia che desidera avere il paziente e quale il caregiver?