Il ruolo di interpreti e mediatori

Il ruolo di interpreti e mediatori

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  • 14/09/2021
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Nel caso dei pazienti provenienti da altre culture è importante ove possibile avviare il processo di valutazione assieme ai familiari. Un coniuge ove presente può essere fondamentale per raccontare i cambiamenti in atto nella quotidianità del paziente, pur presentando potenzialmente limiti linguistici simili a quelli del paziente. Alcune criticità possono essere superate coinvolgendo anche i figli, che, pur conoscendo meno la quotidianità della persona interessata dal decadimento cognitivo, presentano in genere minori barriere linguistiche.
L’uso di parenti come interpreti informali può, tuttavia, essere correlato all’esclusione del paziente dalla conversazione, a problemi con l’adeguata traduzione della terminologia medica, all’oscuramento dei modelli esplicativi del paziente e a difficoltà nel valutare il livello di intuizione. 

L’uso di interpreti formali, al posto di un interprete informale che può essere ad esempio un familiare, è una risorsa, ricordando però che la valutazione neuropsicologica con interpreti potrebbe di per sè aggiungere altri bias. A questo scopo è importante pensare di investire nella formazione specifica di queste figure, oltre che di stabilire linee guida per lavorare in team con gli interpreti e i mediatori culturali durante la valutazione neuropsicologica.

Risorsa

Working with interpreters: guidelines for psychologists. The British Psychological Society, 2017