Obiettivi del progetto

La seconda fase del progetto

I primi tre anni del progetto Immidem hanno permesso di confermare quella che era stata una osservazione clinica iniziale, condivisa tra operatori sanitari italiani ed europei, e cioè che sempre più persone con un background migratorio si rivolgevano agli ambulatori dedicati per un disturbo cognitivo. La survey, condotta tra più di 340 CDCD italiani nel corso della prima fase del progetto, ha infatti mostrato che, nel 2019, più di 4000 migranti avevano eseguito almeno una visita presso i CDCD per la presenza di un disturbo cognitivo e più di 2000 si erano sottoposti a una valutazione neuropsicologica.

Gli obiettivi specifici della seconda fase del progetto saranno quindi rivolti a colmare alcune delle lacune e criticità emerse nei primi tre anni di attività: la scarsità di impiego di test cognitivi cross-culturali, la carenza di figure chiave come interpreti e mediatori culturali nei servizi e la scarsità di formazione adeguata rivolta agli operatori sanitari e, infine, la mancanza di materiale informativo sulla demenza per pazienti e caregiver in lingue diverse da quella italiana.

Obiettivo 1

Indagare le caratteristiche demografiche, socioculturali e cliniche nonché l'utilizzo delle risorse sanitarie dei migranti con disturbi cognitivi residenti in Italia

La prima iniziativa della seconda fase del progetto sarà quella di condurre una raccolta di dati clinici e socio-demografici in un campione rappresentativo di CDCD italiani in modo da comprendere quali siano i bisogni di salute specifici della popolazione migrante con disturbi cognitivi. Le stesse informazioni saranno ottenute per un gruppo di controllo di pazienti italiani con disturbi cognitivi afferenti agli stessi CDCD.

Inoltre, sarà condotto uno studio longitudinale attraverso i dati dei registri sanitari della Regione Lazio: i migranti con disturbi cognitivi e demenza saranno seguiti nel tempo in modo da raccogliere informazioni sui loro outcome di salute in termini di mortalità, ospedalizzazione e istituzionalizzazione.

Obiettivo 2

Fornire agli operatori sanitari strumenti per la valutazione cognitiva cross-culturale delle persone con storia di migrazione

Con il gruppo di lavoro dell’Ospedale Sacco di Milano, il progetto Immidem intende sviluppare e validare in italiano test cognitivi cross-culturali che consentano una valutazione cognitiva accurata e affidabile anche in persone provenienti da differenti culture, un elemento fondamentale per giungere a un inquadramento diagnostico corretto.

Obiettivo 3

Aumentare la consapevolezza e l'alfabetizzazione sanitaria, combattere lo stigma e gli stereotipi negativi sulla demenza in individui culturalmente diversi e formare in modo specifico gli operatori sanitari sui disturbi cognitivi in questi gruppi di popolazione

Un obiettivo importante, infine, sarà quello della formazione e della informazione: la parte formativa sarà rivolta agli operatori sanitari dal momento che manca un training specifico sul tema per molte figure professionali. Per questo motivo, annualmente, saranno svolti corsi residenziali presso l’Istituto Superiore di Sanità su come mettere in pratica dei percorsi e dei modelli di cura sensibili alle diversità per la demenza. I contenuti di questi corsi residenziali saranno poi convertiti in FAD (formazione a distanza) e resi disponibili online. Infine, il capitolo informativo che sarà rivolto direttamente ai migranti e ai loro familiari: l’obiettivo è quello di produrre materiali informativi, culturalmente adattati, sulla demenza e sulle risorse e i servizi messi a disposizione dei cittadini da parte del Servizio Sanitario Nazionale, oltre a consigli utili per il supporto al paziente con demenza rivolti in particolar modo ai loro caregiver.

La prima fase del progetto

Introduzione

Il progetto Immidem vuole studiare e descrivere il fenomeno della demenza nella popolazione migrante, stimandone la prevalenza, individuando criticità e barriere nonché risorse per fronteggiarlo. Allo stesso tempo, si prefigge di esplorare l’offerta di assistenza sanitaria verso questo segmento di popolazione e la disponibilità di approcci clinici e strumenti di diagnosi appropriati. Infine, vuole identificare e promuovere percorsi sanitari dedicati e buone pratiche cliniche, a livello nazionale e locale, dedicati ai migranti affetti da demenza e disturbi cognitivi.

Obiettivo 1

Stimare le caratteristiche del fenomeno della demenza nei migranti in Italia

Descrivere la popolazione migrante che cerca assistenza per disturbi cognitivi presso i servizi dedicati in Italia. Esplorare in modo sistematico le differenze tra approcci clinici e strumenti adottati per la diagnosi di demenza nei migranti e nei gruppi etnici minoritari presso i Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) Italiani, con particolare attenzione ai test cognitivi/ neuropsicologici. Identificare le principali difficoltà incontrate durante la valutazione del funzionamento cognitivo e la diagnosi di demenza, nell’assistenza e supporto post-diagnostico in queste specifiche popolazioni di individui.

Obiettivo 2

Definire caratteristiche e dimensioni del fenomeno a livello regionale

Identificare attraverso i dati clinici routinariamente raccolti nei sistemi informativi sanitari e procedure statistiche, cosiddette di record linkage, gli individui con un background migratorio affetti da demenza che vivono nella Regione Lazio, presa come esempio per caratterizzare il fenomeno a livello regionale e capire se sia un processo che è possibile replicare in altre regioni.

Obiettivo 3

Identificare e promuovere l’implementazione percorsi coordinati di assistenza e buone pratiche cliniche che potrebbero migliorare la qualità delle cure per i migranti con demenza e ottimizzare l’allocazione delle risorse sanitarie dedicate a questo fenomeno. Fornire strumenti pratici e informazioni utili ai migranti con demenza, ai loro caregiver e agli operatori sanitari – medico di medicina generale, neurologo, psichiatra, neuropsicologo, mediatore culturale, interprete, etc. – che si occupano di loro. Creare uno spazio di riflessione per diffondere un approccio culturalmente informato e guidato. Costruire un punto di incontro e di confronto per una rete internazionale di ricerca.