
L’OMS presenta il nuovo rapporto GEHM sulla demenza tra rifugiati e migranti: webinar di lancio il 31 marzo 2025
- Post by: benedetta
- 25/03/2025
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La demenza rappresenta una sfida sempre più rilevante per la salute pubblica globale, in particolare per le popolazioni di rifugiati e migranti, dove l’aumento del numero di individui anziani aggrava il peso di questa malattia non trasmissibile. Per affrontare questa emergenza sanitaria, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha realizzato un nuovo rapporto nell’ambito della serie Global Evidence Review on Health and Migration (GEHM), dedicato proprio alla demenza tra rifugiati e migranti.
Il 31 marzo 2025, l’OMS ospiterà un webinar di alto livello per presentare i risultati di questo sesto rapporto della serie GEHM. Il documento esamina le sfide globali e le implicazioni per la salute pubblica di queste popolazioni vulnerabili, offrendo indicazioni chiave e azioni prioritarie per supportare i decisori politici nella gestione della problematica a livello nazionale e internazionale.
Il rapporto è stato prodotto dal programma WHO Health and Migration, in collaborazione con il Dipartimento OMS per la Salute Mentale, la Salute del Cervello e l’Uso di Sostanze (MSD), e con il contributo di diversi partner accademici e di ricerca. Tra questi, il gruppo di ricerca Immidem, l’Università Sapienza di Roma, l’Istituto Superiore di Sanità e il Consorzio Europeo di Neuropsicologia Interculturale.
Dal suo lancio nel 2021, la serie GEHM ha rappresentato un importante strumento basato su evidenze scientifiche per affrontare le priorità sanitarie legate alla migrazione. L’obiettivo della serie è colmare le lacune di conoscenza e fornire indicazioni strategiche sui modelli di assistenza sanitaria per rifugiati e migranti.
Il webinar sarà aperto a tutti gli interessati, con particolare rilevanza per decisori politici, professionisti della salute, rappresentanti ministeriali, gestori sanitari, accademici e altri stakeholder chiave.
Per partecipare all’evento, è possibile iscriversi al seguente link: WHO Webinar.
