La demenza

La demenza

Secondo alcune stime, nel Mondo sono presenti circa 50 milioni di persone affette da demenza, e questo numero è destinato a triplicarsi nel 2050 per effetto dell’invecchiamento della popolazione globale. In Italia almeno un milione di persone, un anziano su quattro, convive con una qualche forma di demenza. 

Significati e percezioni

Con la parola demenza si definisce una condizione caratterizzata da un declino delle funzioni cognitive – linguaggio, memoria, capacità di orientarsi – tale da interferire con l’autonomia e l’indipendenza funzionale della persona.

La demenza può essere causata da numerose patologie che interessano direttamente o indirettamente il Sistema Nervoso Centrale. La forma più comune di demenza è la malattia di Alzheimer, responsabile del 60% circa di tutti casi, ma non è la sola. Altri tipi sono la demenza vascolare e la demenza da corpi Lewy che sono rispettivamente il secondo e terzo tipo più comune. Vi sono poi la demenza frontotemporale e le demenze associate a traumi, infezioni, o abuso di alcol. 

Molto spesso la demenza è preceduta dal cosiddetto declino cognitivo lieve o MCI (dall’inglese mild cognitive impairment), una fase in cui già si osserva un declino delle funzioni cognitive che tuttavia non impedisce alla persona di essere autonoma. Questa condizione può evolvere in una franca demenza, può rimanere stabile nel tempo o andare incontro a remissione/miglioramento. Non deve essere quindi intesa come una condizione pre-demenza ma come un fattore di rischio per la sua insorgenza.   

Le demenze sono spesso considerate, soprattutto in alcuni contesti culturali, come una parte inevitabile dell’invecchiare anziché una vera e propria patologia. In realtà, sono proprio questo – condizioni patologiche – e come tali vanno considerate: non tutte persone che invecchiano sviluppano una demenza. Negli ultimi anni è stata inoltre messa in discussione l’inevitabilità della condizione dal momento che sono stati identificati dei fattori di rischio modificabili (ad esempio, ridotto livello di istruzione, ipertensione arteriosa, diabete mellito, fumo, deficit dell’udito, obesità, depressione) sui quali indirizzare interventi preventivi.  

Riconoscere i primi segni e sintomi

Operare una diagnosi tempestiva di demenza è importante per ottimizzare i trattamenti farmacologici e non-farmacologici disponibili e per organizzare in modo adeguato l’assistenza al paziente. È quindi importante riconoscere quelle che possono essere le manifestazioni iniziali di demenza e costituire quindi dei campanelli d’allarme.

Ecco i segni e sintomi più comuni a cui fare attenzione:

  • Problemi di memoria, soprattutto a carico della memoria per eventi recenti: la persona non ricorda episodi recenti, tende a ripetere domande o affermazioni relativamente a accadimenti del recente passato (ultimi giorni fino a poche ore), non ricorda dove ha lasciato oggetti come chiavi o telefono. 
  • Problemi con il linguaggio: la persona non trova le parole giuste per esprimersi, non ricorda il significato di parole di uso comune, presenta cambiamenti nella abituale fluenza verbale.
  • Problemi a riconoscere e nominare degli oggetti comuni.
  • Difficoltà a leggere e/o scrivere.
  • Problemi ad utilizzare strumenti o oggetti di uso comune.
  • Difficoltà ad orientarsi nello spazio e nel tempo: può capitare di perdersi e non ritrovare la strada di casa, di non sapere più come andare da un posto all’altro anche se è un percorso familiare e fatto di frequente.
  • Problemi a scegliere i vestiti rispetto alla stagione. 
  • Sensazione di confusione mentale e disorientamento.
  • Difficoltà a fare la spesa, a maneggiare il denaro e stimare il potere di acquisto.
  • Cambiamenti nella personalità e nel comportamento (ad esempio, apatia, irritabilità, agitazione).
  • Cambiamenti nel consumo di alcolici, tabacco, cibo.
  • Depressione e/o ansia.
 

Agire in tempo

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